Massimo nasce il 23 marzo 1982 a Cesenatico, dove all'età di otto anni incontra la musica. Durante i dieci anni passati alla scuola di musica comunale Italo Caimmi con Marzio Zoffoli, apprende i fondamenti della chitarra classica e soprattutto coltiva la passione per il fingerstyle acustico (blues, folk e jazz). Dopo alcune esperienze come chitarrista solista, Massimo inizia a scrivere le prime canzoni, sulla scia della sua passione per i cantautori italiani e per i nomi storici della canzone brasiliana.

Maggio 2003. Il progetto che Massimo inizia con il suo trio è la ricerca di un'orecchiabilità semplice e originale. La melodia, tipica della tradizione italiana, si insinua in armonie contaminate dal jazz e ritmi dall’odore brasiliano, a volte un pizzico funky. Testi sempre in Italiano e un sound ricercato ma comprensibile per tutti. A completare la formazione ci sono Mauro Mussoni (basso e contrabbasso) e Simone Pagliarani (batteria).

Dopo la prima estate di concerti nei club della riviera, il gruppo registra “Al mare che…”, primo album autoprodotto nel 2004 in cui spicca la collaborazione di Sam Paglia, guru della lounge made in Italy e fratello del batterista Simone. C’è chi fa paragoni con Sergio Caputo o Vinicio Capossela, ma ogni traccia è un risultato diverso e imprevedibile. Parte così la promozione del progetto, che da un lato porta alla partecipazione ad alcuni concorsi dedicati alla musica d’autore (Trofeo Bar Wolf 2004, Festival di San Marino 2005, TIM Tour 2005 - categoria giovani), dall'altro porta il trio a realizzare diversi concerti fuori dai confini romagnoli (nell'estate 2005: Puglia, Abruzzo, Sicilia). Da ricordare inoltre la partecipazione al Trend&Blues Festival, organizzato nella provincia di Lecce da DEMO Rai, trasmissione raddiofonica dedicata ai giovani emergenti.

Il 2006 si apre con la partecipazione alla rassegna “Gli Inauditi” presso il The Place, storico locale romano che da sempre consacra il suo palco alla musica d’autore e che, oltre ad aver ospitato cantautori del calibro di Bruno Lauzi e Sergio Caputo, ha reso famosi molti giovani talenti. Nello stesso anno prende forma “Quel favoloso night: cantautori italiani nel profondo della notte”, spettacolo ideato da Massimo in omaggio ai grandi artisti che nel buio dei vecchi locali da ballo hanno forgiato un pezzo di storia della canzone italiana (Bruno Martino, Fred Buscaglione, Fred Bongusto, Franco Califano,...).

I nuovi brani in pre-produzione nel 2007 portano molte novità, tra cui uno sbarco radiofonico in Brasile. Radio MPB Fm, famosa emittente di Rio de Janeiro, trasmette la canzone "Rimini Sud" nell'ambito del programma Brasil com Z, appuntamento settimanale in cui l'artista e produttrica Zanna Lopes dà spazio alla musica brasiliana suonata fuori dallo stato carioca.

La preproduzione si incarna in un album nel 2010: "Abiti", un disco che ha preso vita in tanti luoghi, sia nella composizione che nella registrazione, sia geograficamente che temporalmente. Tanti stili che si fanno parole e canzoni: la bossa nova, lo swing, il fingerstyle chitarristico. Lo sfondo è sempre lo stesso, la ricerca quasi filologica di una sonorità antica - mai vecchia - che accompagni la voce nell'espressione di melodie semplici ma non quotidiane. I testi sono lontani da orizzonti troppo "impegnati" e affrontano piuttosto i contrasti dell'anima, la saudade, i piccoli grandi racconti del nostro quotidiano di esseri sociali.

Numerose e fruttuose le collaborazioni nel disco: la presenza di Andrea e Gionata Costa tra i componenti della piccola orchestra d'archi composta da dieci elementi, i batteristi Simo Paglia e Luca Nobile, il sassofonista Sabatino Matteucci, il batterista e percussionista Marco Zanotti, il pianista Massimiliano Rocchetta, il flautista Davide Di Iorio. Prezioso il contributo di Mauro Mussoni, che per la prima volta firma un brano "lirico" d'ispirazione carioca. A firmare il mix di tre brani Pier Carlo Penta, musicista e sound-engineer che tuttora lavora al fianco di artisti del calibro di Antonello Venditti e Fabio Concato. Il progetto grafico è stato curato dal romagnolo, ma berlinese d'adozione, Gianni Rossi.
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